sonettando

se la metrica muove con fracasso,
il metro non è certo quel che voglio.
di metri già mi riempio il portafoglio,
ché la mia vita misurando passo

cose che non mi danno dello spasso,
m'affanno tutto dietro a quell'imbroglio
che secca quasi in me ciascun germoglio:
la ritmica fallata è contrappasso,

è pena da scontar per la superbia
del porre in versi l'epos dell'ufficio
e darlo in pasto a tutti per la rete.

la strada per salvarsi è certo impervia,
'sto stil di vita è quasi veneficio:
il metro è poca cosa, non credete?

Nuovi post

Ultimi commenti

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti


    questo non e' un sonetto

    by sonetti (12/08/2007 - 11:44)

    come le cose che si rimandano
    (domani, non ora, non son capace)
    dalla memoria prima o poi saltano

    fuori, e ci rovinano la pace
    mentale, sempre che ne possediamo.
    come quel pensiero che ci dispiace,

    quello che puntigliosi noi archiviamo
    in un cassetto da dimenticare,
    chiuso con una chiave che gettiamo

    nel mucchio delle robe poco care.
    come notti passate a sentinella
    per il pulsare folle di un molare

    oppure ripensando alla novella
    dell’aneurisma tuo o d’un tuo vicino,
    o ancora vomitando a garganella.

    così non ci coglie il repentino
    cambiare della storia: non sorpresi,
    noi rossi e blu nel nostro bigliardino,

    avanti indré, toc! spoc! per giorni e mesi,
    per anni, lustri, epoche, per vite
    maledette e dedite ad un’ascesi

    comica e negletta, fra idee smarrite
    e posti dove stare, sgarbi avventati,
    autolesioni, parole tradite...

    deboli, spenti, pure delicati,
    colpiti nel profondo da noi stessi
    mentre colpiamo gli altri da spietati,

    inconsci o consapevoli o depressi.
    amleto non risolse la questione,
    vogliamo farlo noi, che siamo fessi?

    ci basti nostra gastrocombustione:
    scusarsi non si può per ogni torto,
    né pianger la mancata ribellione.

    per vostra informazion, sonetti è morto.

    Vota questo post

    sonetto piogge calde a fine primavera

    by sonetti (16/06/2007 - 18:11)

    mi passo le serate ad ubriacare
    di libri, cibo ed alcoli a piacere.
    le spalle mi continuano a dolere,
    nuotare tante vasche mi fa male.

    vegeto sul terrazzo: l’ideale.
    guardo la siluetta di un cantiere,
    ad intervalli levo il mio bicchiere,
    lontano dalla porta e dal bussare.

    ma piove, piove ed è continuo schianto
    di gocce su di me e sul mio balcone:
    esplodono nel poco loro peso,

    ogni esplosione le trasforma in pianto.
    monsoni a giugno, strana la stagione,
    che pure il tempo infine si sia arreso?

    Vota questo post

    sonetto con istinti suicidi

    by sonetti (26/04/2007 - 19:42)

    se lo stipendio serve solamente
    al pane e a trastullarsi l’ombelico,
    se solo sei nel mezzo della gente
    e manco indossi uno straccetto fico,

    se il tempo ti divora inconcludente
    e non lo sai spartir con un amico,
    se piangere non serve proprio a niente
    se non a riportarti a un evo antico,

    se questo ed altro sotto il ciel d’aprile
    o sopra i cieli in una fusoliera,
    o stanco in un riflesso di vetrina,

    o steso a letto a digerire bile:
    il dubbio sempre viene verso sera,
    che serve allora alzarsi la mattina?

    Vota questo post

    sonetto ascoltatemi adesso

    by sonetti (05/04/2007 - 09:39)

    ti trovo bene, sai, e tu ti vedi
    bene, che fai, che dici, le fossette
    nelle guance, quest’anno maglie strette,
    succo d’arance, ma tu poi ci credi,

    e stare attento a dove metti i piedi,
    fotoritocco e immagini perfette,
    la nuova moto, poche biciclette
    nelle strade, se solo lo concedi

    ne parliamo, se ti degni quel tanto,
    ma i fiumi sono in secca già di brutto,
    eppure lo sapevo così forte,

    poi forse, sì, può darsi che abbia pianto,
    le cose sono sparse dappertutto,
    le ore passan sempre troppo corte.

    (le minigonne morte,
    c’è un saldo in centro, forse un fallimento,
    ma code e parcheggiare che tormento,

    un caldo da spavento,
    per giugno lo si aspetta appiccicoso,
    ma adesso il temporale, che curioso.)

    Vota questo post

    sonetto dei fili del bucato

    by sonetti (19/03/2007 - 11:24)

    i fili del bucato van puliti
    con cura, quando l’inverno finisce,
    ché la polvere, ché i detriti
    delle ciminiere lasciano strisce

    sul bucato, su lenzuola e vestiti,
    e se il cambio di stagione sfinisce
    di suo, se il caldo ci lascia basiti
    di marzo, quando qualcosa ferisce

    i panni lavati di fresco, siamo
    feriti anche noi. così, si passa
    la spugna umidiccia sui fili stesi

    fra i rebbi verdi, per i giorni attesi
    del sole e delle pulizie di massa,
    a cui per ritual ci dedichiamo.

    (dicon sopravviviamo?
    se va l’inverno e viene primavera
    meglio pulir, prima che torni sera.)

    Vota questo post

    sonetto spaccatesta

    by sonetti (07/03/2007 - 16:43)

    staccalatesta, buttala lontano,
    distogli dai pensieri i tuoi pensieri,
    che già pensar lo fai malvolentieri:
    sei lucido a livello di un alano.

    staccalatesta, vattene lontano,
    prenditi un anno di pensieri veri:
    sabbatico a giocare all’alighieri,
    in riva al mare oppure da gitano.

    dice la posta amica, testastacca!
    ti mangi dal di dentro ad occuparti
    di questo e quello e tutto senza requie:

    non c’invitar domani alle tue esequie…
    ma ecco un altro mail viene a bussarti.
    la testa guarda ancora e poi si spacca.

    Vota questo post

    sonetto al semaforo

    by sonetti (06/03/2007 - 16:39)

    fermandomi al semaforo, sovente,
    per istinto mi giro a contemplare
    fra le auto attorno, quella qui adiacente,
    e il volto dei sodali d’aspettare.

    si gira il mio vicino immantinente,
    lo sguardo mio indiscreto a ricambiare:
    contatto breve, quasi un accidente,
    entrambi ritorniamo ad aspettare.

    che cosa si confronta? che si busca?
    di fronte a noi cammini a noi consueti,
    di fianco a noi destini similari.

    lo sguardo si dissolve, si va in crusca,
    ci lascia ancora soli e nulla lieti:
    ci rivedremo un giorno. sì, magari.

    Vota questo post

    sonetto retorico (in mezz'ora)

    by sonetti (03/03/2007 - 19:29)

    i tropi del mio dire son complessi.
    spesso onomatoparlo, da fumetto,
    e c’è chi non mi ascolta con diletto:
    gente che pasce sol di parallassi,

    che dentro dell’occipite ci ha i sassi
    ma ne ricava fama e stipendietto.
    ogni sintagma che sta nel mio detto
    me lo proteggo e curo contro d’essi!

    se fossi tu nella mia metonimmia
    sinestesia totale ti farei:
    assaggia sulla pelle i polpastrelli

    e annusa questi rantoli da scimmia.
    pensier da anadiplosi sono i miei,
    miei sono sogni inquieti e niente belli.

    Vota questo post

    sonetto quanto durano le cose

    by sonetti (02/03/2007 - 01:16)

    il detersivo per i piatti dura più
    di un anno: una goccia sulla spugna,
    ché da pulire non c’è poi ‘sta sugna,
    se dentro i piatti mangi solo tu.

    l’insalata nel frigo alcuni giorni,
    un divano svedese anche degli anni,
    un motore finché regge ai suoi affanni,
    infinita la carriera se non storni.

    il dolore un istante od una vita,
    ma come canta quello, ci fai il callo.
    quell’altro, una vita od un istante

    e chissà se ti abitui alla ferita.
    torno a tuffar le mani nel lavello:
    il mio sapone è ancora traboccante.

    Vota questo post

    sonetto di nuovo in risposta a giulio m.

    by sonetti (20/02/2007 - 11:37)

    allora tutto quello che aspettiamo,
    giulio, è consunzione, come amleto,
    e l’eterno del byte non è che un amo
    che ci penzola avanti, cheto cheto,

    e noi malgrado tutto gli abbocchiamo.
    memorie pubbliche, senza segreto
    apparente, in cui ci trapiantiamo:
    saranno solamente un sepolcreto.

    ronzio di transistori, grandi fuochi,
    platone sopravvisse, noi furiosi
    nostra stagione viva e il suon di lei

    tentiamo di eternar con questi giochi.
    intanto le parole fan meiosi,
    e vanno sulle scie degli alisei.

    Vota questo post

    sonetto in risposta a giulio m.

    by sonetti (29/01/2007 - 19:20)

    ma quel rumore, giuliomozzi, sperso
    nei dischi duri delle sale dati
    dove i nostri momenti cucinati
    (pagine, voci, foto, memoriali,

    versi sciancati e narrazion seriali)
    si stanno e stanno pure backuppati
    su nastri tutti ben catalogati,
    che fine fa di dentro all'universo?

    la fine nostra, ti verrà da dire,
    ma quel che resta in terra disse il tale
    è la memoria dentro a chi succede.

    supporti in terabyte, gran divenire,
    è la memoria che si fa frattale
    e che dopo di noi niente ci chiede?

    Vota questo post

    sonetto m'illumino

    by sonetti (27/01/2007 - 03:17)

    m’illumino di meno, soddisfatto.
    spengo il pc, non prendo l’ascensore,
    m’impegno per non essere distratto:
    la lampadina accesa è disonore.

    la sera resto al buio, come un matto,
    digiuno, con un po' di batticuore:
    il letto non sarebbe così sfatto,
    ci fosse solamente il tuo calore.

    m’illumini di più, ma ho spento tutto!
    gtalk, il cellu, il router, cosa fare,
    come mi arriva il cenno tuo d’assenso?

    mi siedo, calmo e gesso, qui ti aspetto.
    un bruco striscia a passo balneare.
    io penso a te e m’illumino d’immenso.

    Vota questo post

    sonetto più di cinque cose che non sai di me

    by sonetti (16/01/2007 - 16:17)

    di me probabilmente ne so meno
    di quanto tu
    . mi piace il pavimento,
    anzitutto: mi sdraio, son contento,
    dici poco? viaggiavo molto in treno,

    poi ho smesso, adesso viaggio troppo,
    e questo lo si sa: vorrei di meno,
    ma la mia volontà non è un baleno.
    dormo nel letto come fossi un groppo.

    io, sono di quelli che non perdono
    la pazienza. mi piacciono le cose
    più sceme, tipo fare il giocoliere.

    io, sono di quelli che non spendono.
    io, nella torta ci metto la dose.
    io, se sopravvivo è solo sedere.

    Vota questo post

    sonetto spirito di natale

    by sonetti (20/12/2006 - 10:57)

    vorrei aver qualcosa per natale,
    altro da fare dentro questi panni,
    invece del consueto rituale
    che mi flagella come tutti gli anni.

    ancora con la posa antisociale!
    è vero, sono solo un finto zanni
    che si lamenta stupido e banale,
    borbotta il suo bla bla ma non fa danni.

    ci vuoi pisciare sopra? forza, fallo!
    dall’alto dell’abete sul presepe,
    schernendo tutti, stanchi ed arrabbiati,

    dispersi dei regali dentro il ballo.
    ma ogni pensiero porta le sue crepe:
    rimpianti di pacchetti in tempi andati…

    Vota questo post