sonetto musicale, su ordinazione
so what? che cosa ascolto? adesso brel,
in altri istanti l'amore supremo
di coltrane ed out to lunch. poi, non tremo
a confessare i suoni di when all's well,
fuor di rima anche i furenti decibèl
di naked city e masada. non spremo
il disco rigido in un modo estremo,
ma quando salto dall'uno all'altro hotel
almeno cinque giga li trasporto.
ultimo acquisto bedrock three, di uri caine.
infine ora dovrei passar la sfera?
le esplicite catene non sopporto.
se a chi mi legge piace 'sto refrain,
risponda dove vuole e bonasera.
sonetto della memoria
è la memoria ciò che assai ci fotte
che lungi dal presente ci richiama,
ci fa sentire densa e fitta brama
di nostre vecchie storie galeotte.
è la memoria che ci prende a botte,
quando la sera dentro del pigiama
si insinua verso noi come una lama
e non ci lascia poi per tutta notte.
io qualche volta la cancellerei
ché senza i miei ricordi forse infine
troverei quiete per le stanche membra.
ma senza le memorie, che sarei?
un vuoto nulla senz'alcun confine,
solo una mano che con il badge timbra.
sonetto degli universi paralleli
se esistono universi paralleli,
un altro io potrebbe star seduto
insieme a un'altra te su una panchina,
altrove in questo stesso istante. ce li
vedi, due noi nel mezzo agli asfodeli
al parco, sotto un sole compiaciuto,
da polline frenare uno sternuto,
le mani in mano, sguardi fissi ai cieli?
laggiù, su una panchina parallela
a questa, dove siedo contemplando
radici e verde e luce nel sonoro
maggio, due noi seduti: con cautela,
li immagino e li animo, sperando
che siano un po' felici almeno loro.
sonetto dei sovversivi
che vale poi, pretenderci ribelli,
quando con il padrone in alleanza
noi viviamo, ed a noi stessi avanza
la cura di noi stessi? siamo imbelli
che stan seduti sui loro sgabelli,
davanti a un video a vedere la danza
di verbi e cifre privi d'eleganza,
preti pagani di chiusi sacelli.
se mai incontri davvero un sovversivo,
come si insorge tenta di capire,
se per capire ancor possiedi un capo.
se il capo è solamente il tuo balivo,
cosa ti resta più da concupire?
per te la vita è solo un grattacapo.
sonetto senza motivo
ognuno se lo trova, il suo motivo:
la moto, il grande amore, la vacanza,
i figli, la carriera, la finanza,
l'outsourcing, lo spietato taglio costi,
gli scacchi, la poesia, dei nuovi posti,
i libri, la virtù, l'audiofilia,
il parlamento oppure l'anarchia,
la musica, la droga o un tentativo.
se la ragione non la trovi dentro,
la cerchi via da te costantemente
e costruisci mille nuove opzioni.
senza motivi, senza baricentro,
vorresti solo che uno sfollagente
dal cranio cancellasse le emozioni.
sonetto jackpot
settanta e più milioni di contante
che arrivan tutti insiem nella saccoccia:
allora sì, potremmo far bisboccia,
e far la scrivania sede vacante.
il gesto dell'ombrello al sorvegliante,
irridere quel tipo che ci scoccia,
mandare tutti i capi a far la doccia,
e poi sparire per la cosecante.
sono sei numerelli da trovare,
sei su novanta, via, che cosa serve?
c'è solamente da investirvi un euro.
e se lo fan degli altri, quest'affare?
oddio, di sfighe già ne abbiam caterve...
se non vinciam, vicina c'è la neuro.





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