sonetto sogno di venerdì
la cena sul bancone è sempre uguale:
diluvio d’alcool, piatti frettolosi,
il terzo drink si insinua e ti fa male,
la notte porta sogni comatosi.
il capo cavalcato da un maiale
rincorso da stagisti brufolosi
singhiozza e strilla tutto regolare
restate calmi, siate dignitosi!
le fiamme si alimentan di rapporti
e piovono dal cielo a ghigliottina
degli indici affilati più di un brando.
si apron gli schedari dei non morti,
mobili e pronti alla carneficina...
ma ecco, viene l’alba del weekendo.
sonetto conterranei
invicta sulle spalle, timberlati,
s’aggirano fra i banchi della feria,
la voce troppo ilàre o molto seria,
attenti, per non essere fregati.
si tratta su ogni prezzo, da arrabbiati.
che importa se d’intorno c’è miseria,
son tutti truffaldini come beria:
si fingon cogli stracci e son sfondati.
la sera, poi, mangiando gli spaghetti,
nell’italiano della zona fica,
si scambiano le dritte in ciarla densa.
oh giorni di vacanza benedetti!
però domani, sorte malefìca,
si torna in merda tutti, via malpensa.





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