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    Archivio Marzo 2007

    sonetto dei fili del bucato

    by sonetti (19/03/2007 - 11:24)

    i fili del bucato van puliti
    con cura, quando l’inverno finisce,
    ché la polvere, ché i detriti
    delle ciminiere lasciano strisce

    sul bucato, su lenzuola e vestiti,
    e se il cambio di stagione sfinisce
    di suo, se il caldo ci lascia basiti
    di marzo, quando qualcosa ferisce

    i panni lavati di fresco, siamo
    feriti anche noi. così, si passa
    la spugna umidiccia sui fili stesi

    fra i rebbi verdi, per i giorni attesi
    del sole e delle pulizie di massa,
    a cui per ritual ci dedichiamo.

    (dicon sopravviviamo?
    se va l’inverno e viene primavera
    meglio pulir, prima che torni sera.)

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    sonetto spaccatesta

    by sonetti (07/03/2007 - 16:43)

    staccalatesta, buttala lontano,
    distogli dai pensieri i tuoi pensieri,
    che già pensar lo fai malvolentieri:
    sei lucido a livello di un alano.

    staccalatesta, vattene lontano,
    prenditi un anno di pensieri veri:
    sabbatico a giocare all’alighieri,
    in riva al mare oppure da gitano.

    dice la posta amica, testastacca!
    ti mangi dal di dentro ad occuparti
    di questo e quello e tutto senza requie:

    non c’invitar domani alle tue esequie…
    ma ecco un altro mail viene a bussarti.
    la testa guarda ancora e poi si spacca.

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    sonetto al semaforo

    by sonetti (06/03/2007 - 16:39)

    fermandomi al semaforo, sovente,
    per istinto mi giro a contemplare
    fra le auto attorno, quella qui adiacente,
    e il volto dei sodali d’aspettare.

    si gira il mio vicino immantinente,
    lo sguardo mio indiscreto a ricambiare:
    contatto breve, quasi un accidente,
    entrambi ritorniamo ad aspettare.

    che cosa si confronta? che si busca?
    di fronte a noi cammini a noi consueti,
    di fianco a noi destini similari.

    lo sguardo si dissolve, si va in crusca,
    ci lascia ancora soli e nulla lieti:
    ci rivedremo un giorno. sì, magari.

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    sonetto retorico (in mezz'ora)

    by sonetti (03/03/2007 - 19:29)

    i tropi del mio dire son complessi.
    spesso onomatoparlo, da fumetto,
    e c’è chi non mi ascolta con diletto:
    gente che pasce sol di parallassi,

    che dentro dell’occipite ci ha i sassi
    ma ne ricava fama e stipendietto.
    ogni sintagma che sta nel mio detto
    me lo proteggo e curo contro d’essi!

    se fossi tu nella mia metonimmia
    sinestesia totale ti farei:
    assaggia sulla pelle i polpastrelli

    e annusa questi rantoli da scimmia.
    pensier da anadiplosi sono i miei,
    miei sono sogni inquieti e niente belli.

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    sonetto quanto durano le cose

    by sonetti (02/03/2007 - 01:16)

    il detersivo per i piatti dura più
    di un anno: una goccia sulla spugna,
    ché da pulire non c’è poi ‘sta sugna,
    se dentro i piatti mangi solo tu.

    l’insalata nel frigo alcuni giorni,
    un divano svedese anche degli anni,
    un motore finché regge ai suoi affanni,
    infinita la carriera se non storni.

    il dolore un istante od una vita,
    ma come canta quello, ci fai il callo.
    quell’altro, una vita od un istante

    e chissà se ti abitui alla ferita.
    torno a tuffar le mani nel lavello:
    il mio sapone è ancora traboccante.

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